domenica, 21 novembre 2010
ultimo
Da oggi questo blog cambia casa.
Questo è il nuovo indirizzo:
http://lospedaledeipensierirotti.blogspot.com/
....... to be continued .......
16:29
Scritto da: latartaluca
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mercoledì, 16 giugno 2010
LaBravaGente
Emendamento 1707:
"NIENTE OBBLIGO DI ARRESTO PER CHI VERRA' SORPRESO A COMPIERE VIOLENZE SESSUALI DI LIEVE ENTITA' VERSO MINORI".
I firmatari della legge:
Gasparri (PdL)
Bricolo (Lega)
Quagliariello (PdL)
Centaro (PdL)
Berselli (PdL)
Mazzatorta (Lega)
Divina (Lega)
21:25
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domenica, 11 aprile 2010
parentesi
“Scusi, il tasto OFF accende o spegne?”, mi chiede l’addetto alla nuova sala multimediale del museo…
15:24
Scritto da: latartaluca
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lunedì, 29 marzo 2010
VentOtto
Quando meno te l’aspetti, ecco che una mezza pagina dice di te più di quel che tu sei riuscito a spiegare nell’ultimo anno. Certo è necessario leggerla a linee di direzione invertite.
Da “Lo spazio bianco” di Valeria Parrella
“Maria, tu che lavoro fai?”
Riemersi da una specie di sonnolenza salutare nella quale mi stavo avvolgendo e che forse la psicologa, passando davanti ai divanetti, aveva scambiato per contrizione.
“Insegno. In un centro di educazione territoriale, una scuola serale”.
“Fai un bel lavoro”.
“Sì, è un bel lavoro” ammisi, e poi mi sarei dovuta fermare perché la mia risposta l’avevo data, invece andai avanti, più per sport che per rabbia. E non perché non avessi rabbia, ma perché sapevo che anche quella stava scritta in uno dei manuali su cui la psicologa aveva studiato.
“L’ultima cosa che ho spiegato prima di mettermi in maternità è stato Dante”.
“Cosa?”
“Un canto dell’Inferno. Quando arrivano al castello che sta nel limbo, Dante chiede a Virgilio: “E ma per queste anime ci sta speranza, che non hanno fatto niente?”, e Virgilio capisce che Dante non è proprio quella la domanda che gli vuole fare, e risponde al suo parlar coperto”.
“Cioè?”
“Cioè Virgilio capisce che Dante è per lui che si sta preoccupando, vuole sapere se si salverà, e allora gli racconta tutto il fatto del giudizio universale. Stammi a sentire, io non ho bisogno di spostare l’attenzione da Irene al lavoro che faccio. Anzi, voglio rimanere concentrata, avvinghiata a questo divanetto. Sì, faccio proprio un bel lavoro, e in questo momento non mi serve a niente. Il lavoro continua a essere bello, ma una cosa non compensa l’altra, non c’è compensazione possibile. Capisci?”.
13:59
Scritto da: latartaluca
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sabato, 06 febbraio 2010
ventisette (alias ventisei/b)
... ...
"Ma guarda tu!" interruppe seccamente Sindaco. "Se ne vengono in piazza, cuore della comunità, cornice di ogni discorso, propulsore di ogni adesione, ad avvertire - peggio! - a presagire vaghi orizzonti bui e nebulosi. No, non ce la farete! Parola di Sindaco. In questo paese, il paese di Qui, a metà strada tra ChiFu e CheMaiSarà, nella regione zodiacale del NonCapiscPiù, non voglio sentir parlare di domani incerti, di futuri col fiato corto. Dite che è nell'ordine delle cose che possano accadere come sono sempre accaduti nel corso della Storia? Scriviamola noi, questa benedetta storia. Raccontiamo di imprese mirabolanti, di quasi miracoli, di risultati eccellenti. E di feste, allegria, assenza di pensiero. In fondo, a chi servono le cattive notizie, ancorché vere? Vi dico che basta non parlarne e scompariranno da sole. Provateci: La – Brutta – Stagione – Non – Esiste. La storia, più che dalle parole, facciamola scrivere dal silenzio. Credete a me: si vive quello ci fanno vivere. Solo i pazzi o i costruttori di bombe vivono tutto il resto. Insomma, quello che non c'è. Per questo, ascoltatemi attentamente: non c'è nessuna cattiva notizia, e non sprecate tempo con quelli che non suonano come buoni segnali".
Erano state chiare le direttive di Sindaco alla comunità raccolta in piazza al gusto di quei primi tiepidi caldi.
La brutta stagione.
Tutti l'avevano sempre saputo.
Non era questione di se, ma di quando.
Certo che, in fondo, era da poco iniziato maggio, il sole cullava di tiepide carezze le giornate che correvano lievi e spensierate. La brutta stagione... Era lontana, ancora tanto lontana.
E chi aveva perso il gusto di quei giorni spensierati con la fastidiosa compagnia di un domani senza contorni brindò alla ritrovata ebbrezza; i fatalisti fin dalla prima ora unirono i loro calici, ormai mezzi vuoti, a quelli dei nuovi arrivati. Evvia, sù, era o non era quella la bella stagione? I boccioli sarebbero diventati rose, i semi grano, il terreno, dopo il riposo invernale, avrebbe offerto per intera la sua fertilità.
Era la bella stagione, e non c'era altro di meglio a cui pensare.
Di quell'altra, quella brutta, se ne parlava. Se ne sarebbe parlato a tempo debito.
Largo alle parole di Sindaco: delle cattive notizie... Basta non parlarne e scompariranno da sole.
Solo l'oggi, vissuto come non ci fosse mai una nuvola. In cielo. Nella testa.
Non fosse stato per la voce. La Voce...
(To be continued...)
22:55
Scritto da: latartaluca
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