La favola d’Italilandia

C’era una volta un paese lontano lontano chiamato Italilandia. Qui tutti avevano altro a cui pensare, ed i problemi seri venivano lasciati in un cantuccio, in attesa che esplodessero come vere e proprie emergenze. Ma non importava, intanto c’erano il mare, il sole, i palazzi vecchi, ad Italilandia. La maggioranza viveva sazia e povera in attesa della telenovela delle  cinque, del carosello della domenica pomeriggio, del fubal a pagamento. Non si pensava, ad Italilandia, chè la radio diceva facesse male, rallentava la digestione delle vongole veraci, delle piadine romagnole e dei babbà. Si beveva e si cantavano vecchie canzoni sconce, la Moto Morini , L’osteria del Vaticano, abbracciandosi ciucchi e dondolando sulle sedie a ritmo di chitarrina e fisarmonica. Ogni tanto, qualche turista, di passaggio tra il Paese dei Balocchi e l’West. Strane forme di vita, chiamate “de-puta-ti” strillavano dall’alba al tramonto e, giorno dopo giorno, vinceva chi strillava di più. Anche oggi, proprio oggi, gli strilloni hanno strillato. Sei Novembris dumilaetsette: vinse Dilibertus, detto “Vermiglio”, che con possente voce sovrastò il Celtico Calderrolli, della genia Padanense. Gli argomenti della tenzone: la mummia di Lenin ed il Tradimento di Giuseppe Garibaldi. Arbitro riconosciuto, il Senatorissimo Dinius, detto “l’Antico”, capo supremo di quella contraddittoria cerchi di gente che, alla soglia del secolo, soleva farsi chiamare “Rinnovamento Italiano”.       

La favola d’Italilandiaultima modifica: 2007-11-06T18:28:05+01:00da latartaluca
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Un pensiero su “La favola d’Italilandia

  1. Come t’ho detto mi ricorda tanto questa descrizione del Bel Paese, visto dal 3012:
    “Ottimi cuochi e ottimi cantanti, buoni camerieri, gli italiani, come tutti sanno, sono privi del senso dello Stato e incapaci di amministrarsi. Molti dei partiti politici che governarono quel beato paese in un remoto passato hanno lasciato traccia nell’aneddotica popolare e nelle “barzellette”. Alla fine del ventesimo secolo dell’Evo antico, per esempio, l’Italia fu governata per alcuni anni da un movimento di tifosi di un gioco detto foot-ball (pallapiede) che si chiamò “Forza Italia” in omaggio al grido delle folle. Pochi anni dopo, all’inizio del ventunesimo secolo, una ballerina brasiliana di passaggio nei teatri italiani fondò un partito politico chiamato “Viva la figa”, che in sole quattro settimane vinse le elezioni e formò un governo di porno-star, papponi, piccoli impresari teatrali, viados e contrabbandieri di sigarette. Nel 2021, infine, la terza guerra mondiale non era ancora iniziata e gli italiani scelsero per governarli un certo Joe Comò, sospettato di essere il capo dei capi della cosiddetta mafia, che si era presentato agli elettori con un partito intitolato “Dio, Patria e Famiglia”. In seguito a quell’episodio l’Italia fu interdetta dalla Società delle Nazioni e messa sotto tutela degli altri paesi europei: che l’amministrarono per quasi cinque secoli, fino all’avvento del Governo Mondiale della Pace nel 2510» Sebastiano Vassalli, 3012

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