Domenica 11/11

-“Hai sentito che è successo in un autogrill ad Arezzo?”

-“Si,ho visto i servizi del tg su La7”.

-“Che ne pensi?”

– Beh, insomma.. E’ difficile credere sia stato un colpo accidentale e………

-“Ma vedi come sei?! Ma come fai a giudicare, ma chi sei?! Come  ti permetti?! Sempre lì ad accusare, a vedere il marcio dentro ogni cosa. Non è possibile parlare con te!!

 

-“Hai sentito che è successo in un autogrill ad Arezzo?”

-“Si, ho visto i servizi del tg su La7”.

-“Che ne pensi?”

-“Beh, insomma.. Io credo che uno non si metta a sparare a caso. Forse un colpo accidentale. Tuttavia………

-“Ma vedi come sei?! Sempre a difendere i poteri costituiti. Credi non possano abusare della loro autorità?! Sei un ingenuo, del mondo non hai capito proprio un cazzo, sai?

 

 

Mi viene il dubbio che ultimamente il tempo corra più veloce del pensiero. Lo passa, lo doppia. Poi sgasa, sgomma, accelera e chi l’ha visto più? E’ già andato, c’è un altro tempo che correrà anch’esso come il lampo, e tu ancora a rincorrere. Forse è l’epoca dell’uomo sintetico – nel senso di “capace di sintesi”- che viaggia sicuro di sè ad infiniti megabites al secondo. Per cui, forza gente ad agire, riassumere, risolvere nel più breve intervallo possibile, chè il mondo ha questo passo e – come si diceva all’asilo – chi arriva ultimo è scemo. Eppure, se l’argomento da affrontare è complicato, se è un vetro rotto di schegge da riunire, come fare a starci in quel breve movimento di lancetta? Accenni poche parole, ma sei già in ritardo e l’altro, adattato al ritmo senza fiato della società, già ti sta addosso, di te sa già tutto, ti ha già inquadrato in questa o quella tipologia. Sei bianco. Sei nero. Nessuna ulteriore alternativa, chè non c’è tempo per pensarci. E già preme un altro argomento. Io, che nell’Homo Rapidissimus faccio fatica a riconoscermi, ho qualche difficoltà ad argomentare un’opinione, impegnato sempre più spesso nella confutazione dei geniali archetipi dei miei interlocutori che non ti danno più di qualche secondo per dir la tua prima di emettere la sentenza. Si vede che hanno fretta, devono andare. Nemmeno due frasi ed eccole arrivare, le tipologie. Perché – insomma – di te hanno già capito tutto. Basta poco, in fondo……. All’occasione, posso tranquillamente essere “io” ed il mio contrario, l’estremista, od il pessimista, o quello che non sa come gira il mondo, il saccente, il reazionario, l’insicuro. Basta decidere. In fretta, possibilmente. Oppure non pensare. Forse, si fa pure prima.  

 

 

Per questo affido al blog – che non mi ripete ogni istante di stringere – la mia opinione sui fatti di oggi, la tragedia dell’autogrill d’Arezzo, le dichiarazioni del Ministro e gli scontri nelle strade. La questione è complicata, intricata. Non bastano poche parole gettate sul tavolo come dadi: o sei col poliziotto o col tifoso. Così, forse, se ne parlerà domani nei bar dove – mi sembra risaputo – non si è mai risolta nessuna questione attraverso l’esercizio delle proprie argomentazioni esposte.

Non riesco a credere che un colpo accidentalmente parta ad altezza d’uomo e, dopo aver attraversato sei corsie d’autostrada, raggiunga proprio una persona tra quelle coinvolte poco prima in una rissa o quant’altro. Non riesco a credere che qualcuno non abbia volontariamente sparato in direzione del gruppo, magari non prendendo la mira proprio su quel ragazzo, ma volendo tuttavia beccarne almeno uno. Ed è un omicidio più grave se la mano che preme il grilletto è quella di un poliziotto.

In ogni caso, nulla c’entra il calcio. Il poliziotto non sapeva che fossero tifosi. Vedeva solo gente, individui che si azzuffavano o altro; non certo laziali o interisti o juventini. Qualsiasi riferimento a Raciti, al Caso Catania è pretestuoso, fuori-luogo e pericoloso.  

Eppoi il popolo accorso al Colosseo a vedere il sangue ed i leoni.

Considero ingiustificabili ed intollerabili gli atti di teppismo dei tifosi – di ogni bandiera – che hanno utilizzato la tragedia di questa giovane vittima per distruggere tutto quel che trovavano. Credo proprio che della morte del giovane deejay romano non gliene fregasse assolutamente nulla. Era solo un pretesto, l’occasione che – temo – molti di loro stavano aspettando. Forse stavolta da loro ci si aspettava uno slancio d’intelligenza, un passo indietro, un vero minuto di silenzio per capire come certe cose possano accadere. Ma non si può chiedere ciò che non hanno. Per cui li cercherei, li condannerei e toglierei loro il giocattolo, interrompendo il campionato in corso. Ma non succederà: troppi euro, troppo business.

Il Ministro. Già, il ministro. Se un ministro dell’interno si affretta a precisare che non ci saranno zone d’ombra nelle indagini, che nessun potere si auto-difenderà, beh, credo sia grave. Infatti, tutto questo dovrebbe essere un sacrosanto punto fermo di ogni democrazia e stato di diritto. Non dovrebbero servire garanzie, rassicurazioni perché, come detto, c’è! Correre ad affermarlo, equivale un po’ a dir sottovoce che spesso manca, tale normalità giuridica. Troppi rumori, in questa vicenda: uno sparo, le urla, i cori dello stadio, le deflagrazioni delle molotov, le sirene e le voci dei soliti politici. Una famiglia, intanto, piange in silenzio. Riposa in pace. Amen.   

 

 

 

 

Domenica 11/11ultima modifica: 2007-11-12T02:53:44+01:00da latartaluca
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2 pensieri su “Domenica 11/11

  1. E’ molto bello quanto hai scritto e sono orgogliosa di averlo letto. Per il resto ti chiedo scusa e ti mando un bacio. grazie (poesia: I ragazzi ci insegnano / i ragazzi non perdono lo sguardo / i loro ideali di pace e umanità / ci inseguono nelle notti fredde di novembre / e ci regalano ancora un po’ di giovinezza / Ma i ragazzi sono soli a scrutare nel cielo / a scorgere qualche stella / ancora cadente / nonostante chi li precede / abbia ormai gli occhi coperti dalla stanchezza / I ragazzi sono la medicina più bella / per chi vuole continuare il cammino / fidandosi della purezza / del cuore.)

  2. Sono passare le ventitrè… finalmente mi siedo al computer. Navigo. Per gioco. Per distrarmi. Forse perchè in fondo mi piace entrare nel pensiero degli altri. Ho letto tutte le tue pagine ma non faccio commenti, non perchè non mi piacciano, anzi, ma perchè sono davvero stanca. Oggi ho poprtato mia nonna in giro, ma non è questo che mi ha stancato…. è che lei in questo periodo è un po’ fuori di strada ed io talmente preoccupata per non sapere arenare le sue sfuriate strane; talmente giù di corda anch’io che ho persino paura sia lei a trascinare me, in fondo al pozzo, e non io, invece, a far risalire lei a galla dell’acqua, dove ancora nonostante gli anni, si può star bene in famiglia. Perchè gli anni di mia nonna sono 83 e i miei, pur meno, ultimamente le somigliano. Quando mi passa la bua ti mando il commento giusto. Per ora grazie e….

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