Anche Vasco odiava il lunedì..

Ogni lunedì mattina mi dico: “Oggi lo scrivo, quel post. Si, oggi”.

Poi, ogni lunedì mattina (ma più sul tardi) mi fischiettano all’orecchio altre vicende di cui vorrei scrivere, piccole piccolezze che richiamano la mia attenzione.

Per cui ogni lunedì pomeriggio rimando al lunedì successivo.

E d’accapo.

Ma che succede, ogni lunedì mattina?

Succede che ascolto ciò che hanno fatto i miei utenti, diversamenteabili adulti,  nei due giorni precedenti.

Ogni lunedì mattina, un elenco identico a se stesso di piccole azioni passive, a parte rari eccezionalissimi casi.

E c’è quello che va a far spesa (ossia lui/lei segue chi la spesa la fa davvero).

E quello che si riposa, imbottito di televisione e sonno; il suo tempo si fa a-perdere, inevitabilmente. Peccato sia la vita, quel tempo.

Quello che va a vedere la partita; sfortunatamente ci vede poco o niente, fa fatica a ricordarsi anche solo chi ha vinto, chi ha perso, ma si vede che – per chi l’accompagna – va bene lo stesso.  

Quello che va a passeggio, ma in macchina. Senza scendere, naturalmente. Come sui treni, il mondo visto dal finestrino.

Ed ancora ed ancora, chi rimane a letto per un filo di tosse, chi esce quasi solo per la messa, chi vive il suo fine-settimana attorno all’esagerata vicenda di una lampadina bruciata…

Non sono bravo ad emettere sentenze, se non altro perché le sbaglierei. Ma mi viene da chiedere: se la possibilità di vivere la normalità non parte primariamente dall’ambiente familiare, dalle azioni quotidiane e domestiche che vanno nella direzione del riconoscimento e del rispetto per l’ adultità; se già in casa si fa fatica a non vedere l’eterno bambinone, pure diverso e poverino, non è molto più difficile che la società cambi rotta, che non faccia “handicappato” un diversamenteabile?

Servirebbe rompere una catena. Come dire, abbandonare il lunedì e scrivere di martedì.

Anche Vasco odiava il lunedì..ultima modifica: 2007-11-20T19:15:00+01:00da latartaluca
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4 pensieri su “Anche Vasco odiava il lunedì..

  1. Oggi è martedì, anzi ormai è mercoledì, ma io non ho giorni per scrivere.. faccio più fatica ad averli per “leggere”: il contrario di ciò che capita a te. Purtroppo per me. Forse non mi saprò spiegare bene, adesso, qui… ma io penso che la famiglia dell’abile diversamente, la famiglia con le azioni quotidiane, i pensieri, il non essere sempre all’altezza di una situazione comunque con un elevato carico emotivo, non sia la realtà da giudicare. C’è un aspetto sociale ogni giorno più declamato ma difficilissimo da applicare davvero: si chiama integrazione e la si trova nel cuore della legge 328. Legge che non è fatta soltanto per le Istituzioni. E’ una legge che dovrebbe trovare il compiacimento della gente, qui c’è il riscatto di tutti noi che attraversiamo la vita con pochissima – o comunque troppo poca – attenzione agli altri. Se noti beni, infatti, oggi l’habitat familiare tende al non rispetto anche dei bambini. Quanti genitori trascorrono il fine settimana a caccia di nuovi Supermercati – nuove città dei balocci!!! Almeno le famiglie dei diversamenti abili (specialmente le famiglie ormai di età avanzata, con figli ormai adulti) hanno un motivo serio che li fa stare immobili: sono da sole a condurre per mano – magari in modo sbagliato – i loro cari. Senza sapere come gestire una domenica che rischia di “sconfiggere” i benefici di tutta una settimana trascorsa per buona parte in una Struttura ad hoc. Ben vengano i giovani come te, strutturati da studi mirati e con il cuore impegnato a chiedersi se è possibile un cambio di rotta. Certo al timone ci vogliono non tanto idee nuove, idee geniali… ci vuole la costanza e la disponibilità ad aiutare le famiglie degli altri a non aver paura di orizzonti più grandi; a non aver paura di chiedere i mezzi ed il modo per trascorrere giorni più attivi. Non tanto “più significativi”, perchè il significato – forse non ci crederai – non è vedere il mondo da un finestrino ma poterlo vedere insieme agli altri, per poi passare a camminare nel mondo con gli altri. Chissà, magari possiamo fondare insieme qualcosa per aiutarli…. Sei forte comunque, ragazzino…. ciao…. dalla “musa poetica”

  2. Ho un sacco di cose da dirti su quello che scrivi.. Perchè per il lavoro che faccio condivido questa tua idea “ci vuole la costanza e la disponibilità ad aiutare le famiglie degli altri a non aver paura di orizzonti più grandi”.. Non ho il tempo ora per parlarti del mio lavoro qui a Napoli, spero di avere più tempo nei prossimi giorni.

    Elena

  3. Domani è Lunedì… Un Lunedì in cui tutto ricomincia… E’ finita la mia assenza forzata da lavoro, sono stata a casa malata… prima Virus, poi infortunio, poi virus, poi bronchite…
    Poi sono arrivate le Ferie… e allora sempre a casa…
    Domani si riparte… un Lunedì di rientro… un bel matt e notte… sai che voglia! ZERO!
    Vabbè… Buon Lunedì a tutti per domani… e per ogni Lunedì…
    Bea

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