Da 30 a 100

Mi chiedo: ma se la domanda “sorge spontanea”, come mai pochi se lo chiedono?

Mi spiego meglio.

Il prezzo del barile di petrolio, una delle attuali unità di misura dell’impossibilità d’arrivare con quattro lire alla fine del mese, sonnecchiava a trenta dollari alla fine degli anni novanta. Giusto il tempo di vivere due medesime presidenze statunitensi, ed eccolo volare fino ai cento dollari, record di sempre.

Certo, il terrorismo.

Eppure nessuno degli attentatori delle Torri gemelle era iracheno.

Certo, l’incertezza dei mercati.

Eppure suona più come conseguenza che come causa.

Certo, lo sfruttamento di carburante per automobili, riscaldamento, produzione.

Eppure il mercato de-prezza ciò che viene ritenuto dalla comunità globale (o quasi) come superato a fronte del nuovo che avanza, ossia le energie rinnovabili.

Sarà mica che c’entra qualcosa il fatto che l’uomo politico più importante del mondo di lavoro fa il petroliere, e da ben due generazioni? Sarà mica che un aiutino oggi, una spintarella domani, ed ecco occupato uno dei maggiori produttori di greggio ed i prezzi lanciati alle stelle?

Sarà, ma pochi se lo chiedono. O forse no, siamo in tanti e tutti a pensare che, intanto, cambia poco domandarselo. Perché l’individuo da solo, solo con la sua domanda, che può fare?

Non lo so, non so rispondere.

Eppure un’altra domanda bussa, ed apro: perché chi potrebbe dire – od anche solo domandare – anche per tutti quelli che, in un cantuccio, si interrogano sotto voce, non lo fa? Perché non far si che tutti, davvero tutti, si possa star di fronte alla questione, e la domanda farsi dibattito? Vuoi vedere che qualcuno si è accorto che – come scriveva F.Bacon – “anche la conoscenza è potere”?

Da 30 a 100ultima modifica: 2007-11-29T19:05:09+01:00da latartaluca
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