…Se non avete niente di meglio da leggere…

Come brivido, non è stato niente male, nonostante sia durato solo poche ore. Per la precisione, solo il tempo di valutare la realtà per quella che era e rimettere in soffitta le ipotesi da film di fantascienza. L’ufficialità è arrivata poco dopo le sette, al tramonto di un pomeriggio di batti e ribatti, conferme e smentite ed ipotesi tra le più varie ed inimmaginabili.

Non era di ET l’oggetto non identificato che galleggiava nel vuoto proprio sotto il timone della navicella spaziale americana in orbita in questi giorni e rientrante domani nell’atmosfera terrestre.

Insomma, dopo un mezzo pomeriggio di vita da colossal holliwoodiano, anche i più accaniti ufologi hanno dovuto cedere all’incontestabile dato oggettivo: tutt’altro che alieno, lo strano oggetto volteggiante non era altro che l’ennesimo frammento di rivestimento termico che avvolge come un maglione la “carrozzeria” della navetta spaziale; un altro di quei famosi specchietti che balzarono drammaticamente alla cronaca dopo la tragica esplosione di un altro Shuttle al passaggio tra la gelida atmosfera spaziale e la più temperata Terra. C’è da riflettere su quale sia il livello di sicurezza ed affidabilità di questi pullman stellari ormai reduci da decine di voli interplanetari ed anni di onoratissimi sorvoli sopra le nostre teste.

Eppure, là dov’è mancata una nuova certezza, arriva dalla nazione a stelle e strisce una decisione ferma e forte, risolutiva di una certa ansia che ha contagiato ultimamente più di uno stato in materia di politica estera. Sembrerebbe che G. W. Bush, il comandante in capo, abbia finalmente scelto a quale Paese conferir la propria preferenza per quel seggio che – di fatto – finora è rimasto vacante nel gruppo dei cinque più uno chiamato a far luce, con le armi dell’indagine e della diplomazia, nell’annosa questione iraniana dell’arricchimento nucleare a scopo civile o militare. Non c’è più dubbio, vista la comunanza di vedute, la sintonia di intese, il reciproco riconoscimento politico, la grande cordialità e vicinanza dimostrata dai due HeadChiefs.

Bush ha un nome, e lo proporrà senza esitazione: lo Stato della Città del Vaticano.

…Se non avete niente di meglio da leggere…ultima modifica: 2008-06-14T00:54:31+02:00da latartaluca
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