Io sono il re e questo è il mio castello

5721227a6078edc53180ec69eb37b772.jpgIntendiamoci: non per far la parte di quello che “lo sapevo, te l’avevo detto”. Ma chi non se l’aspettava che il signor B. – tornato al timone a furor di maggioranza – non si impegnasse subito per risolvere quelle ultime due o tre questioni in sospeso? In fondo, lo stesso sfacciato interesse l’aveva già dimostrato nelle sue precedenti apparizioni governative. Perché non ipotizzarlo anche in questo nuovo giro di giostra, visto che ancora pendono sul suo capo accuse di corruzione e pagamento di tangenti?

Lungo, l’elenco. Ne riporto una sintesi (da Repubblica 17/6):

·         Falso in bilancio Nel 2001 il reato fu in parte depenalizzato. Al di sotto di una certa soglia, diventa illecito amministrativo

·         Rogatorie Dal 2001, nei processi, diventa più difficile per i giudici italiani richiedere documenti bancari ai colleghi esteri

·         Lodo Schifani Il divieto di sottoporre a processo le 5 più alte cariche dello Stato. Fu bocciato dalla Consulta

·         Legge Cirami Disciplina la possibilità di trasferire un processo per “legittimo sospetto”. Fu in parte bocciata dalla Consulta

·         Legge ex-Cirielli Riduce i tempi per la prescrizione di un reato. Anche questa legge è stata in parte dichiarata incostituzionale

·         Inappellabilità Bocciata dalla Consulta la norma che impediva al pm di impugnare una sentenza di assoluzione di primo grado

A dirla proprio tutta, non mi sorprende particolarmente che uno come il signor B. faccia quel che fa proponendo quel che propone. La vera sorpresa, la causa della mia solita espressione attonita ed incerta è la sfrontatezza con cui tutto questo avviene. Se dovessi immaginarmi uno – un tizio qualsiasi – che ha la necessità di infilare in un decreto-legge un paragrafetto che lo salvi dalla condanna per certe sue malefatte, chissà perché mi immagino questo in punta di piedi che, attento a non far troppo rumore e di non essere visto, nottetempo aggiunge il pezzetto ad personam e poi scappa veloce. Spera che, la mattina seguente, di quella riga in più nessuno se ne accorga, persa tra le centinaia di migliaia di altre righe e parole.

Qui, no.

Tutto – e con tutto si intende tutto il marcio che ci fanno passare come oro in questi giorni – accade alla luce del sole, sui titoli di giornale, prima notizia dei tiggì, argomento di articoli e servizi. Perché al signor B. mica basta l’impunità. No, a lui frega pure di far vedere a tutti come questa impunità lui se la prenda senza chiedere il permesso a nessuno, in faccia a chiunque gli rimproveri disonestà e mancanza di senso dello Stato. A lui, insomma, non basta esser escluso dalla legge – Supercittadino tra i milioni di altri comunissimi cittadini. A lui piace pure dirci di essere il re, che comanda quel che vuole dove vuole. E quel che dice è legge, nonostante qualcuno si permetta di storcere il naso.

Un segnale di continuità dei nostri mezzi d’informazione: di fronte a tutto questo, solo una rete (solitamente indicata come “comunista”. In fin dei conti…) ha approfondito cercando di capire e farci capire, dopo aver riportato la notizia. Le altre hanno – come dire – cazzeggiato allegramente tra un’intervista al Brunetta (abbastanza singolare: con lo stesso appellativo “brunetta”, il re può chiamare indistintamente sia il ministro della Funzione Pubblica che la ministra delle Pari Opportunità) ed il riepilogo minuto per minuto della partita dell’altra sera.

Così, tanto per non perdere la solita, comodissima posizione prona.

Io sono il re e questo è il mio castelloultima modifica: 2008-06-19T01:30:00+02:00da latartaluca
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