pETIT

Con tutta la freschezza del marzapane, l’odore dello zucchero quando arriva Santa Lucia, la gomma da masticare a forma di sigaretta che racconta di chissà quali mondi e ronza chissà quali promesse.
Vorrei fosse così, in qualche modo, il mondo di chi vorrei fosse chiamato a governarci.
Lo vorrei – lo voglio – almeno da ieri, o da qualche giorno in più.
Ché i grandi, noi grandi, si ha troppi calcoli ed espressioni in mente.
Guerra, c’è guerra. Poco importa se oggi o domani i panzer di David torneranno verso casa. La guerra c’è, rimane nelle ossa della terra, nei rigagnoli di sangue che seccano sulle guance e tra i peli delle barbe, nella sete, negli occhi spalancati nonostante l’ombra della notte. La guerra rimane nell’assenza, nell’attesa che di per sé sarebbe speranza, ma ora odora di inconsistenza. Non basta un ritiro a cancellare le rughe d’uomini e donne e soprattutto bambini che raggrinzano ancora il terreno.
I grandi sono ancor lì, pronti a ragionare sui perché, come se realmente ci fosse un motivo all’abominio, e, se anche ci fosse, capendolo, potessero illudere ancora qualcuno della sua irripetibilità.
Come la tragica miseria di chi, vittima, si fa carnefice senza un motivo apparente.
I grandi, io grande e tu grande, non abbiamo la sintesi di chiederci, come s’è chiesto un dodicino preso a caso in una scuola: “Uccidono. E poi come fanno a vivere?”.
C’è bisogno di tutta l’essenza umana che c’è, che abbiamo, per entrare nei poveri resti di un popolo che piange se stesso e di un uomo che uomo non è.
C’è bisogno di una legge in ciascuno, che travalichi un codice scritto non come punto d’avvio verso chissà quali traguardi, ma come punto massimo di sé.
Serve la spontanea domanda di un bambino per oltrepassare il nostro piccolo sguardo di adulti.

pETITultima modifica: 2009-01-20T00:14:38+01:00da latartaluca
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2 pensieri su “pETIT

  1. Solo un appunto, Luca: attendo a non confondere il POPOLO israeliano, gli ebrei e il GOVERNO israeliano. Son cose molto molto molto diverse, e parlare di “panzer di David” è scorretto. Essere contro la guerra voluta dal governo israeliano e da quello palestinese, è un conto; essere contro Israele nella sua interezza o contro i Palestinesi nella loro interezza, è profondamente sbagliato.

  2. Sono assolutamente d’accordo con te.
    Infatti, in un post precedente a questo, ho scritto chiaramente “i falchi del governo di David cosi come i leader del movimento di Hamas “. Quelli che schiacciano i bottoni, insomma. Da entrambe le parti.
    I popoli, israeliano come palestinese, da più di un decennio realizzano progetti di pace. Neve Shalom, solo per ricordarne uno.
    Grazie per avermi letto.
    Un sorriso.

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