CartolineDallaStoria

In fondo, mi dico spingendo un po’ più in là il pensiero ricorrente con il soffio di un lungo sospiro, le profezie l’avevano previsto. Verrà un giorno, e sarà nero.
E tu, minuscola pappotta di molecole gettata nel mondo dove capita capita, di fronte ad un Nostradamus Zarathustra Mago d’Arcella che ti raccontano di quel domani in cui il mondo troverà l’ennesimo bivio al quale sterzare, beh, tu che vuoi farci? L’accetti ed aspetti.
Poi, un giorno, quel giorno arriva. Ed ecco i più trepidanti dare già i tempi maturi come i ciliegi.
Poi, in quel giorno, il giorno passa senza l’ombra di realizzazione di quella profezia pendente. Proprio come quei tali che ad ogni Capodanno si rifugiano sulla cima di un monte per salvarsi dal secondo diluvio universale, a loro dire imminente. Il primo di gennaio scendono a valle scoprendo tristemente che nulla è successo. Niente diluvio e – quel che è peggio – niente spumante cotechino e lenticchie (credo che si rincuorino a vicenda dandosi appuntamento al solito campo base il successivo trentuno dicembre).
Sospetto che ci sia unicamente da intendersi, tuttavia, su cosa significhi “nero” ed a cosa questo “nero” debba riferirsi. Perchè i più, cioè noi, avevano ingenuamente pensato che fosse pelle, pigmento, “abbronzatura” – come direbbe il re. Avevamo guardato con interesse a qualche personalità dell’Africa, od almeno all’America latina. Invece no.
Ed oggi, a mezzogiorno, è stato tutto molto molto più chiaro.
Perchè quella bella faccetta eritrea che sorrideva timida e felice dalla finestra vista cupolone “oggi è romana” (e la sua bandiera sarà quella italiana?).
Nero.
Avverata.
Non era il pigmento.

CartolineDallaStoriaultima modifica: 2009-01-25T19:19:49+01:00da latartaluca
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “CartolineDallaStoria

Lascia un commento