uno

Devo dar più spazio alla possibilità, intesa come l’ipotetico succedere di una cosa nonostante tutto – ma proprio tutto, compreso te stesso – si intestardisca nel dir che no, mai e poi mai.

Il cielo è sgombro, di un azzurro intenso; nemmeno una nuvola a macchiare questa turchina monotonia. Si può uscir senza ombrello. Ed ecco, allontanato ben bene da casa, raccogliersi nel tempo di un amen soffici carichi d’acqua proprio sopra la tua testa. Piove, diluvia; tu non cammini più, nuoti. Eppure il cielo, ah il cielo, era d’un azzurro così convintamente intenso, nemmeno una noce di panna montata a disturbare quella celeste prateria.

O, al contrario, uscir con l’impermeabile perché scommetteresti uno stipendio che tra meno di un attimo gli angeli, in un memorabile dopo-sbornia da ricordare, cominceranno a pisciar dalle nuvole. Tempo pochi passi e sei già in un mare di sudore, tutto quel turbinio nebuloso, quel mingere celestiale è svanito come il vapore sullo specchio, ed anche l’ombra ora scotta e cuoce.

Devo da più spazio alla possibilità.

Come in questo caso, ad esempio.

Più spazio alla possibilità, se ero fermamente convinto, decisamente deciso a non scrivere più nulla in queste pagine.

Altrove sì, forse, prima o poi. Ma qui no, mai e poi mai.

Mai più.

Infatti, eccomi.

Non ne ricordo il nome, ma un acuto osservatore scriveva: “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde”.

Non m’ha ancora risposto. C’avrà da fare.

Di certo, so che non ha ignorato la domanda.

 

unoultima modifica: 2009-08-26T16:14:00+02:00da latartaluca
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Un pensiero su “uno

  1. qual gradita sorpresa!
    anzi, a dire il vero, assai attesa oltre che sperata.
    ho gironzolato da queste parti diverse volte prima delle vacanze, ma ritrovavo sempre gli stessi punti di sospensione a dirmi che tutto stava ancora, appunto, sospeso…
    …fino alla sorpresa di oggi 🙂
    letteralmente, ben ritrovato!

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