ventitre

 

Domenica pomeriggio, ho una certa rilassatezza in corpo. Posso concedermi un post più lungo e vagamente sentimentale.


…Ed ogni blog è – a modo suo – una piccola storia.

Pagine scritte come giorni trascorsi, pagine che i giorni li raccontano perchè di essi non vada perso quel profumo che per un momento li ha caratterizzati.

Lettere come minuti, ticchettano sotto le dita di chi scrive, scorrono negli occhi di chi legge.

Anche questo mio, che di anni ne ha poco più di due, racconta una storia.

Quella volta in cui la macchina non ne voleva sapere di ripartire. Io e Ale, nella settimana di ferragosto, un sabato pomeriggio. Arrivò Sebastiano.

Ne scrissi. Foto raccolta nell’album.

La primavera del duemilaotto, l’attesa di veder sorgere un Paese diverso, più civile, più all’altezza delle mie aspettative. Andò diversamente.

Scrissi la speranza del prima, la delusione e l’incredulità del poi.

Le dita sulla tastiera del computer raccolsero quei miei giorni.

Mia nonna, in casa ancora non sapevamo dare un nome a quelle sue improvvise sfuriate. Eravamo disorientati e stanchi.

La penna ricalcò il divagare della mente.

Ed altrettante pagine scritte. Ed altrettante pagine lette.

Ogni blog – a suo modo – è una piccola storia.

Le pagine di Aleph, di ReoConfesso, del Piccolo Principe e di molti altri che mettevano un pezzetto di sè a disposizione di tutti.

Tempo fa scrissi di quanto fossi contrario ai post troppo intimistici, di quelli che ti raccontano che “siamo andati in centro, io e la Francy. Abbiamo mangiato un panino ed il gelato. Fichissimo”. Oggi, anche se ancora con qualche difficoltà, penso che a modo loro vogliano dire qualcosa, raccontare la sensazione bella del passeggiar con Francy sotto i portici in penombra, parlare fitto di tutto e di niente, condividere un pò di spazio intimo e privato. E’ bisogno di comunicare, così umano e reale; fisico e mentale. Ciascuno con i mezzi che ha a disposizione, ma sempre comunicare. Nessuno di loro, di noi, cerca il Nobel per la letteratura in queste pagine di diario. Cercano, cerchiamo, un orecchio che raccolga la voce.

ventitreultima modifica: 2010-01-24T16:34:37+01:00da latartaluca
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