ventisette (alias ventisei/b)

… … 

“Ma guarda tu!” interruppe seccamente Sindaco. “Se ne vengono in piazza, cuore della comunità, cornice di ogni discorso, propulsore di ogni adesione, ad avvertire – peggio! – a presagire vaghi orizzonti bui e nebulosi. No, non ce la farete! Parola di Sindaco. In questo paese, il paese di Qui, a metà strada tra ChiFu e CheMaiSarà, nella regione zodiacale del NonCapiscPiù, non voglio sentir parlare di domani incerti, di futuri col fiato corto. Dite che è nell’ordine delle cose che possano accadere come sono sempre accaduti nel corso della Storia? Scriviamola noi, questa benedetta storia. Raccontiamo di imprese mirabolanti, di quasi miracoli, di risultati eccellenti. E di feste, allegria, assenza di pensiero. In fondo, a chi servono le cattive notizie, ancorché vere? Vi dico che basta non parlarne e scompariranno da sole. Provateci: La – Brutta – Stagione – Non – Esiste. La storia, più che dalle parole, facciamola scrivere dal silenzio. Credete a me: si vive quello ci fanno vivere. Solo i pazzi o i costruttori di bombe vivono tutto il resto. Insomma, quello che non c’è. Per questo, ascoltatemi attentamente: non c’è nessuna cattiva notizia, e non sprecate tempo con quelli che non suonano come buoni segnali”.

Erano state chiare le direttive di Sindaco alla comunità raccolta in piazza al gusto di quei primi tiepidi caldi.

La brutta stagione.

Tutti l’avevano sempre saputo.

Non era questione di se, ma di quando.

Certo che, in fondo, era da poco iniziato maggio, il sole cullava di tiepide carezze le giornate che correvano lievi e spensierate. La brutta stagione… Era lontana, ancora tanto lontana.

E chi aveva perso il gusto di quei giorni spensierati con la fastidiosa compagnia di un domani senza contorni brindò alla ritrovata ebbrezza; i fatalisti fin dalla prima ora unirono i loro calici, ormai mezzi vuoti, a quelli dei nuovi arrivati. Evvia, sù, era o non era quella la bella stagione? I boccioli sarebbero diventati rose, i semi grano, il terreno, dopo il riposo invernale, avrebbe offerto per intera la sua fertilità.

Era la bella stagione, e non c’era altro di meglio a cui pensare.

Di quell’altra, quella brutta, se ne parlava. Se ne sarebbe parlato a tempo debito.

Largo alle parole di Sindaco: delle cattive notizie… Basta non parlarne e scompariranno da sole.

Solo l’oggi, vissuto come non ci fosse mai una nuvola. In cielo. Nella testa.

Non fosse stato per la voce. La Voce…

(To be continued…)

 

ventisette (alias ventisei/b)ultima modifica: 2010-02-06T22:55:00+01:00da latartaluca
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